MB#24
Karvan - Sumqayit
CHI: Karvan İdman Klubu (12°/12) - Sumqayıt Futbol Klubu (7°)
COSA: 23^ giornata Premyer-liqa (prima divisione azera)
COME: Il calcio azero nell’ultimo decennio è sinonimo di Qarabag, club che vive in questa stagione 25/26 il culmine della sua breve ma accecante storia: lo spareggio col Newcastle per raggiungere gli ottavi di Champions è stato perso nettamente ma ha significato sedersi allo stesso tavolo delle migliori d’Europa forti di alcuni risultati eclatanti (su tutti la vittoria in casa del Benfica). Qarabag a sua volta sinonimo di Qurban Qurbanov, condottiero del club e di tutta la regione che rappresenta, ormai vera eminenza nazionale, ospite d’eccezione al recente Forum degli allenatori azeri.
Una lega che sebbene abbia pochi club (solo da questa stagione 25/26 si è passati da 10 a 12) riesce non di rado a proporre realtà particolari: negli ultimi anni hanno avuto il loro momento di visibilità (gloria sarebbe eccessivo) il Keshla (poi diventato Shamakhi), lo Zira e anche l’Araz-Nakhchivan rappresentante dell’omonima repubblica autonoma. Quest’anno la scena se la sta prendendo però il Sabah che ha approfittato di un Qarabg ovviamente distratto dai sogni europei “usurpando” il primo posto.
Lo stesso Sumqayit ha avuto il suo momento nel 20-21 con un bel terzo posto e una finale di coppa persa, e nella scorsa stagione era stato per qualche settimana al secondo posto. Questa stagione tuttavia sembra ormai già finita, complice un pessimo approccio post pausa invernale. Tra le 3 neopromosse c’è invece una conosciuta (il Qabala che qualcuno ricorderà in Europa League una decina di anni fa), una sconosciuta (l’Imishli) e il ritorno di un club storico, il Karvan di Yevlakh che sta pagando più di tutte l’inesperienza a questi livelli, ha cambiato allenatore dopo un paio di mesi ma quello nuovo ha fatto solo 3 punti in 12 partite.
DOVE: Yevlakh City Stadium, Yevlakh, Azerbaijan
QUANDO: 07/03/2026


I padroni di casa devono fare a meno solo del numero 10 Sam Durrant, fantasista nato a Liverpool ma nazionale Sri Lanka mentre l’allenatore ospite, il serbo Sasa Ilic (leggenda del Partizan, in cerca di rilancio dopo i flop in Grecia e Russia) deve ridisegnare l’attacco: è senza l’attaccante dominicano Vasquez (impatto non male, alla prima chance europea), il bomber Ramalingom (nazionale Madagascar, squalificato dopo un fallo di reazione contro l’Araz) e il regista israeliano Kehat.
KARVAN (4-3-3) 99 Mateus 2 Sno 5 Rustamov 21 Barker 37 Ngwisani 6 Abdullayev 32 Yunuszada 16 Rustamli 19 Thompson 20 Mickels 11 Spence
SUMQAYIT (4-2-3-1) 22 Farzullayev 75 Orucov 72 Senhadji 33 Beskorovanynyi 80 Keffel 71 Murata 8 Abdullazada 11 Jankovic 6 Badolo 21 N.Ahmadzada 7 R.Ahmadzada
Allo Yevklah City Stadium (stadio finito di adeguare solo a novembre 2025, il Karvan ci è tornato a giocare dopo 15 anni) ci sono 1500 spettatori e 10 gradi circa.
Il manipolo ospite
Il Karvan pressa da subito alto, ma lo fa anche il Sumqayit, e lo subisce molto. Innumerevoli gli errori di questo tipo soprattutto nel primo tempo. Oltre al pressing organizzato degli ospiti (il burkinabè Badolo, mezz’ala, usato come invasore e primo a fare pressing) spesso si tratta di errori individuali.
Quando i bianconeri però non sbagliano e riescono a servire le frecce davanti, sono dolori per gli ospiti. Il faro è il nigeriano Gavi Thompson che qui non si capisce col compagno; uno dei pochi punti fermi del Karvan, le ha giocate tutte (solo 2 da subentrato), e molto divertente da vedere. Classe 2000, alle spalle 4 stagioni in Lituania e qualche mese in Israele prima di tornare in patria (dove è soprannominato Paul Scholes) ed attendere il ritorno in Europa.
Qui una giocata non banale che lancia Joy-Slayd Mickels, terminale offensivo. Tedesco di origini congolesi è arrivato in estate Azerbaigian dove invece il gemello Joy-Lance è già da 5 stagioni con buon rendimento (media di un gol ogni 2 partite), ora al Sabah. Lo aveva invece già raggiunto nel 2024 il fratello maggiore, Leroy, ora allo Zira.
Sumqayit non pervenuto, il Karvan riesce a concludere pericolosamente due volte, prima col solito Gavi poi con l’altro esterno Kyle Spence, inglese che aveva giocato insieme a Gavi già in Lituania (all’Hagelsmann). In realtà sarà il suo unico guizzo.
Ilic decide di non fare cambi ma evidentemente da una scossa all’intervallo perchè gli ospiti si prendono subito un rigore. Merito del giapponese Murata (cervello del centrocampo) ma soprattutto dell’inserimento deciso del terzino destro (in quest’occasione a sinistra) Nadir Orucov, interessante classe 2007; trasformazione (col brivido) del capitano Sabuhi Abdullazada. Entrambi prodotti del vivaio Sumqayit.
Karvan che sbanda per qualche minuto ma che si riprende e schiaccerà gli ospiti per il resto della partita. Un’altra occasione per Gavi, su punizione del centrale Imani Barker (in prestito proprio dal Sumqayit) che forse convince più in fase offensiva che difensiva.
Ilic prova a dare un’altra scossa coi cambi e tentare di reagire con qualche ripartenza.. e ci azzecca perchè è proprio il neoentrato Mustafayev, mezz’ala mancina nata e cresciuta in Ucraina ma con passaporto azero, a prendersi un altro rigore.
Ma Ahmadzada (anche lui ucraino di nascita), attaccante comprato 4 anni fa dal Qarabag che però non gli ha mai dato una vera chance mandandolo sempre in prestito, perde la sfida col portiere ospite Pedro Mateus (classe 96, nascita e formazione portoghese ma nazionale di Sao Tomé e Principe).
Nel recupero l’apice dell’assalto del Karvan. Il terzo tentativo è quello buono, segna Mickels (ultimo gol quasi 5 mesi fa).
Pareggio meritato, anzi che sta stretto al Karvan. La sua unica vittoria stagionale resta quella alla seconda giornata datata 23/08/2025.


















